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12 ottobre 2016

Più in là e più in su - Intervista a Silvia Rampazzo

 
Silvia Rampazzo Trail runner Suunto
Quando è scattata la passione per la corsa e, in particolare, per quella in montagna?

“Ho sempre amato la montagna, e diciamo la camminata veloce in quota, per riuscire a spingermi ‘più in là e più in su’. Ho scoperto l’esistenza della corsa sui sentieri nell’inverno a cavallo tra il 2010 e il 2011, per farla mia come disciplina sportiva con un po’ di continuità solo a partire dal 2013-2014”.

Nella tua carriera sportiva hai raggiunto un altissimo livello, vincendo tante gare senza essere una professionista, come riesci a conciliare vita “normale” con il lavoro e la famiglia con l’allenamento e le gare? Qual è il tuo segreto?

“Sono consapevole che il mio livello e i miei risultati siano molto relativi, il ‘vero alto livello’ è assolutamente un altro, ma confesso un po’ di orgoglio personale per aver raggiunto i miei risultati da non professionista, appunto, lavorando a tempo pieno e inserendo gli allenamenti e le gare in tutto il resto. Solitamente lascio casa in direzione lavoro poco dopo le sette del mattino, per rientrare sulle 18-19, cambiarmi e uscire a correre, in pianura, nelle strade attorno a casa. Questo accade nella norma, quando non ci sono di mezzo le trasferte di lavoro, che complicano un po’ tutto e scombinano questo equilibrio. Non mi alleno molto, ma praticamente tutti i giorni. Il più delle volte non mi pesa correre, mi pesa solo non avere mai una finestra per altro, perché dopo la giornata lavorativa, la corsa e una cena veloce… le energie sono più che esaurite. In realtà non sono assolutamente abile a conciliare tutto; al volte cerco di fondere, per quanto possibile, gli appuntamenti della giornata, come telefonate ed e-mail nel tragitto casa/lavoro o una visita ai miei genitori raggiungendoli di corsa durante l’allenamento serale. Le mie ferie e i fine settimana sono invece quasi interamente investiti in allenamenti, gare e viaggi di avvicinamento. Inutile dire che sono una pessima “donna di casa” e che da me è sempre abbastanza un disastro: non me ne curo poi molto. Non ci sono segreti purtroppo, sto trascurando tantissime cose, ma soprattutto le persone; avere poco tempo da dedicare ai miei amici e agli affetti in generale è forse il più grande o unico rammarico”.

Ti capita di pensare mentre gareggi? Se sì dove ti porta il tuo pensiero?

“Penso molto durante gli allenamenti e mi capita a volte anche nelle gare lunghe, quando sono sola e il percorso non richiede troppa concentrazione. Mi capita addirittura di credere di aver parlato ad alta voce, da quanto i pensieri avanzano concreti e ‘rumorosi. I miei pensieri sono il più delle volte un volo di fantasia, ogni tanto però la corsa diventa momento di bilanci e decisioni”.

Silvia Rampazzo trail running Suunto Ambit3 Vertical Lime

 

Qual è la gara o l’esperienza sportiva che a oggi ti è rimasta nel cuore?

“Non ricordo gara che non mi abbia lasciato qualcosa di unico e nel proliferare dell’offerta delle manifestazioni, è sempre più difficile scegliere se vedere posti nuovi o provare a ripetere le splendide esperienze vissute. Forse la corsa più emozionante è stata il Giir di Mont 2015, quando a Premaniga mi sono sentita ‘sollevare’ dal pubblico: pelle d’oca ovunque! Per non parlare poi dell’arrivo tra la folla della piazza di Premana!”.

Sei molto ben voluta nell’ambiente e rappresenti un esempio per tanti. Cosa ne pensi di questo “speciale” ruolo?

“Non so dire quanto io sia ben voluta nell’ambiente o quanto sia d'esempio per gli altri… ma penso e spero che si percepisca quanto mi dia gioia correre in natura, in un ambiente che per me è vita”.

Cosa pensa la tua famiglia della disciplina che pratichi?

“I miei hanno in realtà visioni distanti: mia madre ha paura, non comprende la competizione e l’estremismo, infatti, considera le sky e i trail lunghi uno sport estremo, ma è felice che trovi nella bellezza di natura, paesaggi e montagna evasione e gioia. Mio padre cerca di non far trasparire troppo la sua partecipazione, ma di nascosto cerca in internet tutte le informazioni relative le corse che faccio, i commenti, le foto e i risultati. Il mio compagno? …beh mi ha portato lui alla corsa i montagna e questo dice tutto”.

Pratichi altri sport?

“Al momento non ho assolutamente tempo per altro. Anche in passato comunque non ho praticato altri sport con continuità; un po’ di nuoto, ma senza mai sentire l’acqua come il mio elemento, poi un periodo di arrampicata sportiva, che adoravo ma che mi risultava troppo complicata per motivi logistici e di tempo”.


Suunto è il tuo compagno d'avventura in gara. L’orologio Ambit3 Vertical che supporto ti offre?

“Ho sempre avuto la passione per gli orologi sportivi e ho sempre considerato Suunto come il top. Anche se non sono poi così tecnologica o scientifica nella preparazione, amo avere ‘tracciate’ e documentate le mie fatiche. Mi piace vedere le registrazioni a posteriori e in allenamento guardo l’andamento di quota e dislivello accumulato, poi spesso cerco nell’orologio un riscontro alle sensazioni del corpo, per imparare a ‘leggermi’. Durante le gare utilizzo moltissimo la schermata con la traccia altimetrica, più di ogni altra mi aiuta a non ‘bruciarmi’ e dosare gli sforzi per arrivare al traguardo”.

Suunto Ambit3 Vertical Lime


Informazioni su Suunto

Suunto nasce nel 1936 quando il suo fondatore, l'ingegnere Finlandese appassionato di orienteering Tuomas Vohlonen inventa il metodo per la produzione in serie delle bussole a liquido. Da allora Suunto è stata sempre in prima linea in fatto di design e innovazione tecnologica per quanto riguarda orologi sportivi, computer per immersioni e strumenti per lo sport utilizzati dagli amanti dell'avventura di tutto il mondo. Per andare in cima alle montagne o in fondo al mare bisogna essere ben equipaggiati, sia fisicamente sia mentalmente, e per questo c'è Suunto, sempre al fianco di tutti gli appassionati di outdoor alla ricerca di nuove conquiste.

Il quartier generale e gli stabilimenti di produzione Suunto si trovano a Vantaa in Finlandia. Suunto impiega oltre 400 dipendenti in tutto il mondo e distribuisce i propri prodotti in più di 100 Paesi. Insieme agli altri marchi Salomon, Arc'teryx, Atomic, Wilson, Precor, Mavic ed Enve, la società è controllata da Amer Sports Corporation.

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