26 luglio 2017

Come correre per se stessi e vivere di successi.

 

 Silvia Rampazzo terza ai Mondiali di Trail Running con Suunto Vertical

IL RACCONTO DI SILVIA RAMPAZZO, AMBASSADOR SUUNTO, DOPO GLI ECCELLENTI RISULTATI DI ZEGAMA E DEI MONDIALI DI TRAIL RUNNING.

 

Provi a descrivere le sensazioni che hai vissuto conquistando il Bronzo ai recenti Mondiali Trail? 

Devo ammetterlo, quel bronzo ha rappresentato forse il mio più importante ‘successo collettivo’, su tutto, poi la felicità e l’orgoglio di aver avuto l’occasione, in un certo senso, di rappresentare in corsa un Paese. Sono state veramente emozioni incredibili! Per questo è stato emotivamente molto pesante correre con la maglia azzurra, ma quel peso all’arrivo si è trasformato in gioia immensa. Poter sventolare il tricolore avvicinandosi all’arrivo è stata forse l’emozione più grande di questa esperienza mondiale. Era sì il mio traguardo, ma con me sotto a quell’arco stavo portando l’Italia, ed è stato meraviglioso!”. 


Puntavi al podio oppure è stata una sorpresa? 
Non puntavo a nulla in termini di podio o piazzamento; normalmente prima di una gara cerco di non pensare mai a quello perché non dipende tanto da me quanto dagli altri e dalla loro condizione. Non nego che speravo comunque di far bene, nel limite delle mie possibilità, quello sì. Ero comunque consapevole di essere abbastanza in forma, sebbene non avessi ottime sensazioni in quei giorni”.

 

Silvia Rampazzo ambassador Suunto Verical all'arrivo dei Mondiali di Trail Running



Tu prima delle italiane battendo anche le “professioniste”… qual è il segreto? 
Il mio segreto, nel senso che vale forse solo per me, è forse proprio quello di tenermi alla larga da una concezione agonistica delle corse. Non mi sento un’atleta, corro perché è la mia passione preferita nel tempo libero: corro per liberare la mente dalla routine, non per inseguire podi. Ho ovviamente l’obiettivo che hanno quasi tutti, ovvero, quello di migliorarmi, e nel confronto con gli altri cerco dunque la misura del mio miglioramento”. 

Come ti sei allenata per questo appuntamento? Tanti sacrifici e rinunce, ma anche una soddisfazione che vale una carriera immaginiamo…

Mi sono allenata in realtà come al solito, allungando forse un po' i chilometraggi, ma sempre con estrema attenzione a non stancare il fisico piuttosto che a spingere per migliorare velocità e performance”. 

Dal 10 giugno, il tuo “giorno” trionfale cosa è cambiato nella tua vita? Ti guardano ora non più come una forte atleta, ma l’atleta da battere? 
Quel bronzo ha avuto molta più visibilità di quanto mi potessi immaginare e sebbene non sia cambiato in realtà nulla nella mia vita o nell’attenzione che ‘avverto’ su di me da parte degli altri runner. Mi sono ritrovata sì a rispondere a numerose domande, curiosità e  interviste telefoniche… cosa a cui assolutamente non ero preparata o abituata!”. 

Quali sono i tuoi prossimi impegni? Hai ancora qualche freccia da scagliare? 
Penso di non aver molte frecce da lanciare ancora, ho visto che alle grandi emozioni per me seguono lunghi periodi caratterizzati dalla necessità di interiorizzare e prendere le distanze dall’ambiente competitivo. Se testa e fisico non si tirano indietro proverò ad indossare una seconda volta quella stupenda maglia azzurra e a far del mio meglio a Premana, per poi andare in “ritiro sportivo” tra i colossi della storia della corsa in montagna a Zinal. E vedremo…”. 

Parlando di altimetria, tra allenamento e gare che valore ha raggiunto a oggi il tuo Suunto? 
Da inizio 2016 al 10 luglio di quest'anno il mio Suunto Ambit3 Vertical ha registrato poco più di 6750 km e 206.118 mD+, vedremo per la fine dell'anno!”.

 

[Credit Photo © Fabio Fusco]